SPIDER-MAN AMA ARRAMPICARSI SUI MURI E ADORA I FILM D’AMORE

 

Azzurro per i bambini e rosa per le bambine, giochi da maschi e giochi da femmine, cartoni per lui e cartoni per lei…

Giocattoli, vestiti, programmi tv spesso sono fruitori di stereotipi di genere, che semplificano la realtà e attribuiscono caratteristiche ben precise agli uomini, alle donne e alle loro relazioni. Gli stereotipi di genere sono le fondamenta della divisione dei ruoli tra i sessi.

Se si osservano molte pubblicità di giocattoli per bambini, dai termini utilizzati per descrivere i prodotti emerge una netta differenza tra i giocattoli rivolti ai maschi e quelli rivolti ad un pubblico femminile: per i primi si utilizzano vocaboli come azione, potenza, astuzia, difendere, sfida, conquista, correre, catturare, costruire e vincere, per il secondo parole come make up, moda, bella, fashion, splendente, brillante, magico, principessa.

In generale alle bambine sono assegnati comportamenti quasi sempre legati a situazioni statiche, alla cura del proprio aspetto, a un mondo di fate e principesse, mentre i bambini sono rappresentati in situazioni di azione, in cui possono esplorare e scoprire.

Sicuramente negli anni c’è stata un’evoluzione in senso positivo, quantomeno del modo di rappresentare i personaggi femminili: si pensi alle eroine dei film animazione della Disney, in cui si è passati da protagoniste che contavano principalmente su grazia e bellezza (Biancaneve ne è un esempio) ad altre che si distinguono per l’indipendenza e la tenacia, l’altruismo e il coraggio, l’intelligenza e l’intraprendenza (Tiana de “La principessa e il ranocchio”, Elsa e Anna in “Frozen”, Merida di “Ribelle”).

Ciò cui abbiamo assistito, è un cambiamento dell’immagine femminile verso un modello più maschile: caratteristiche come l’indipendenza, il coraggio o l’intraprendenza sono sempre, nell’immaginario, appartenute agli uomini. La delicatezza, la sensibilità, la capacità di intenerirsi, di prendersi cura dell’altro (basti pensare alle pubblicità di bambole e bambolotti in cui bambine accudiscono finti neonati) alle donne.

Se è vero che le bambine sono spesso rappresentate come principesse o pop-star (come si può notare nell’ abbigliamento per l’infanzia di molte pubblicità) è anche vero che i bambini sono sempre relegati a ruoli di azione e mai rappresentati a giocare con giocattoli considerati da “femmina”.

Tale riflessione porta inevitabilmente ad una domanda: si riuscirà mai a non incasellare maschi e femmine in ruoli e comportamenti predefiniti?

Liberi di essere se stessi

Il punto non è portare le donne verso un modello maschile affinché si superino gli stereotipi di genere, ma fare in modo che i bambini siano liberi di essere se stessi, prestando attenzione alle loro inclinazioni, ai loro interessi, a ciò che amano fare.

Non esiste un unico modello da seguire, non si deve essere per forza o tutto rosa o tutto azzurro, non ci sono cose giuste per le femmine e cose giuste per i maschi. Ognuno può scoprire i propri talenti e le proprie passioni andando oltre rigidi schemi di genere.

Nessun adulto e nessun bambino sono una cosa sola: ciascuno ha moltissime sfaccettature e tanti lati diversi del carattere ed è giusto poterli esplorare ed esprimere liberamente. Si può desiderare di correre all’aria aperta e al contempo amare leggere libri in tranquillità sul divano, si può essere bambine con la passione per le fate e le principesse e trovare irresistibile rotolarsi sull’erba indossando una tuta, ci sono bambini che amano arrampicarsi sugli alberi come scimmie e disegnare sirene. Una cosa non esclude l’altra: una bambina non può aver voglia di vestirsi con un paio di pantaloncini e scarpe da ginnastica un giorno e indossare un abito scintillante il giorno dopo?

Non bisogna sostituire uno stereotipo con il suo opposto, altrettanto rigido. I bambini dovrebbero poter scoprire ogni lato di sé. Essere bambine libere non vuol dire travestirsi da maschio rinunciando totalmente alla propria femminilità. In egual modo, un bambino che desidera giocare con la casa delle bambole non deve subire lo scherno e il disappunto degli altri, facendolo sentire inadeguato o sbagliato.

Educare fin da piccoli

Perché la società si scrolli di dosso questi preconcetti in modo da crescere bambini e adulti liberi, è importante educarli fin da piccoli alla libertà di espressione di sé, a non limitarsi a dei ruoli predefiniti, a prendere in considerazione che si può essere tante cose pur essendo un’unica persona, maschio o femmina che sia.

A tal scopo si possono trovare molti albi illustrati che affrontano questo tema e che, una volta letti ai bambini, è possibile analizzare insieme, invitandoli a fare delle riflessioni e a parlare di loro stessi attraverso lo svolgimento di attività mirate.

Qui di seguito alcuni titoli di albi illustrati

 

Principessa Kevin di Michael Escoffier

Età di lettura: da 4 anni

Descrizione: perché le femmine possono vestirsi da cowboy o da pirati e i maschi non possono travestirsi da principessa? È ora di finirla! Che gli altri ridano pure, a Kevin non importa! Kevin si vuole vestire da principessa e non gli interessa se gli altri lo trovano ridicolo. Non capisce cosa ci sia di male nel travestirsi da principessa. In fondo ci si straveste per non essere riconosciuti, altrimenti non serve a nulla! E poi chi ha deciso che solo le femmine possono vestirsi così?

 

Biancaneve e i 77 nani di Davide Calì

Età di lettura: da 3 anni

Descrizione: 77 piatti da lavare, 77 fagotti da preparare, 77 barbe da spazzolare… Biancaneve ne ha abbastanza e prende una decisione imprevedibile. La rivisitazione di una fiaba classica nel rispetto della libertà di ciascun

 

Ettore. L’uomo straordinariamente forte di Magali Le Huche

Età di lettura: da 5 anni.

Descrizione: Ettore, l’uomo straordinariamente forte, lavora in un circo ed è capace di cose incredibili! Tutto il pubblico impazzisce per lui. Quando è lontano dalle scene, ama stare da solo, è molto riservato e ha un segreto… adora fare l’uncinetto! Un giorno due domatori gli giocano un brutto scherzo e rivelano la sua passione a tutti. La storia di un uomo straordinario, con un grande talento e innamorato di una bravissima ballerina.

 

Il pianeta stravagante di G. Keraval e A. Roveda

Età di lettura: da 3 anni

Descrizione: sul lontano pianeta Glatifus, una classe di piccoli Glatifusiani deve svolgere un difficile compito assegnato dal maestro: come si distinguono i Terrestri maschi dai Terrestri femmina? Il compito si rivela più complesso del previsto…

Una storia scritta dalla classe II della scuola primaria Jatteau di Moissy-Cramayel.

 

 

Sono una selvaggia di Irene Biemmi e Ilaria Urbinati

Età di lettura: da 3 anni

Descrizione: Anna è una bambina che ama correre, saltare, ruggire come una tigre e vestirsi comoda, proprio come una selvaggia! Anna però non è soltanto questo, è anche una bambina che ama fare sogni da favola mentre dorme, è una bambina a cui piace sentirsi libera di essere ciò che vuole…

 

Julian è una sirena di Jessica Love

Età di lettura: da 4 anni

Descrizione: Mentre è con la nonna, Julian vede tre bellissime donne dai morbidi capelli e una coda da sirena. Il bambino ne rimane totalmente affascinato e desidera essere come loro…

 

C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?  di Raquel Diaz Reguera

Età di lettura: da 5 anni

Descrizione: Carlotta è una principessa che vive in un mondo tutto rosa: vestiti rosa, armadio rosa, letto rosa, lenzuola rosa… Carlotta era stufa del rosa! Voleva poter vestirsi di rosso, smettere di baciare continuamente rospi nella speranza che si trasformassero in principi. Carlotta voleva vivere avventure da favole, immaginava di combattere con i draghi e di solcare i mari.

 

Amelia che sapeva volare di Mara Dal Corso

Età di lettura: da 3 anni

Descrizione: Amelia aveva un sogno, e da grande fece quello che nessuno aveva mai tentato prima. La storia della piccola Amelia Earhart, la prima donna aviatrice che, nel 1932, attraversò l’Atlantico in solitaria.

Attività e giochi #Restiamoacasa

 

In questa pagina proponiamo alcuni spunti e idee per svolgere attività con i vostri bambini e le vostre bambine. Attività adatte a bambini e bambine nell’età dell’infanzia o con difficoltà dovute a disabilità. Proviamo ad utilizzare materiale da riciclo e oggetti di casa!

 


A CIASCUNO IL SUO COLORE
Per imparare a riconoscere e discriminare i colori, classificare i colori, favorire la concentrazione.
 
Materiali necessari:
fogli, cartoncino, forbici, colla, colori( pennarelli, pastelli…)
 
Come si fa?
Stampare le schede, incollarle su cartoncino spesso, ritagliare le immagini. Colorare le scritte in base al colore indicato.
La/Il bambino dovrà posizionare ogni immagine nella griglia corrispondente al colore dell’oggetto raffigurato.

 


CORDINI IN PASTA

Per esercitare la motricità fine, la coordinazione occhio-mano e favorire la concentrazione.

Materiali necessari:
un cartoncino, pasta (sedani,maccheroni,penne), un cordino (es. laccio di scarpe, nastro…), colla

Come si fa?
Incollare su un cartone la pasta in colonna, con colla a caldo/colla vinilica/attack. Fissare un’estremità del cordino con la colla nella parte alta del cartoncino. La/Il bambino dovrà far passare il cordino all’interno di ogni maccherone.

 


MEMORY DEI MEZZI DI TRASPORTO
Per favorire la capacità di discriminazione e la concentrazione, esercitare la memoria e l’alternanza dei turni.
 
Materiali necessari: carta, cartoncino, colla e forbici
 
Come si fa?
Stampate le carte, incollate su cartoncino e ritagliate.
Due o più partecipanti. Mettere le tessere a faccia in giù e a turno cercare le coppie di immagini.

 


SCATOLA DELLE FORME E DEI SOLIDI

Per favorire le abilità spaziali e la percezione visiva e tattile dei solidi, per
potenziare le abilità fino-motorie, migliorare la coordinazione oculo-manuale, favorire la concentrazione.

Materiali necessari: una scatola di scarpe, un contenitore, oggetti di vario tipo che ricordino i solidi ( palline, cannucce, cubi, lego, bastoncini…), solidi che possiamo costruire noi (es. palline con la carta di alluminio, rettangoli con il cartone…), taglierino.

Come si fa?
Raccogliere gli oggetti in un contenitore, praticare sul coperchio della scatola i buchi che permettano il passaggio degli (massimo sei buchi, uno per ogni forma).
La/Il bambina/o dovrà inserire gli oggetti nei buchi corrispondenti.

 


DRACULA PRENDE IL SOLE E ALTRE STRAMBERIE!

Un gioco buffo per le bambine e i bambini che stanno imparando a leggere

Come si gioca?

Ritaglia le immagini e le carte.
Metti tutte le immagini sul tavolo in modo che siano visibili. Mescola le carte con le frasi e mettile una sopra l’altra a faccia in giù (troverai due versioni: una in stampatello maiuscolo e una in minuscolo).
Pesca una carta, leggi cosa c’è scritto e mettila sotto l’immagine corrispondente.
Rispondi alla domanda leggendo il fumetto.

Dracula prende il sole e altre stramberie  (CARTE DA STAMPARE)

Si possono usare anche per giocare a Memory, in cui ogni partecipante deve trovare la coppia esatta frase-fumetto.

 


 

MEMORY DEI VERBI

Imparare la coniugazione dei verbi può essere noioso e faticoso. Vi proponiamo alcune giochi per rendere più piacevole lo studio e il ripasso dei tempi verbali.

Memory dei verbi

Come giocare:

Due o più partecipanti. Stampare le tabelle, incollare su cartoncino e ritagliare.

Memory: potete scegliere un tempo verbale e un verbo coniugato alla volta o mischiarli.  Girate le tessere a faccia in giù e a turno dovrete trovare la coppia corretta tempo verbale-verbo coniugato.

Tombola: in un sacchetto mettete le tessere di un verbo coniugato e distribuite ai partecipanti le tessere dei tempi verbale. Si estrae una tessera alla volta (es. IO GIOCO) e i partecipanti verificano se tra le loro tessere è presente il tempo corretto ( INDICATIVO-PRESENTE-1 PER. SING.)

Quiz: in un sacchetto mettete le tessere dei tempi verbali, ne estraete una alla volta e il/la bambino/a dovrà coniugare un verbo a suo piacimento secondo l’indicazione della tessera

 

 


CHIODINI NEL TUBO

Per favorire la concentrazione, esercitare la motricità fine e imparare a riconoscere e discriminare i colori.

Materiali necessari: tubo di cartone, pennarelli (da 2 a 4 colori), forbici, chiodini.
In assenza dei chiodini si possono usare cannucce colorate tagliate, bastoncini da spiedino tagliati e colorati

Come si fa?
Con la punta della forbice praticate tanti piccoli fori nel tubo e colorate i contorni dei fori.
La/Il bambina/o dovrà infilare i chiodini ( o pezzi di cannuccia o bastoncini) nei fori rispettando le indicazioni di colore.

 


MEMORY DELLE TABELLINE

Lo sappiamo, studiare le tabelline può essere davvero noioso e poco motivante. Ecco un gioco per chi sta imparando le tabelline e vuole divertirsi!

Memory delle tabelline  (stampare)

Come si gioca:

Partecipanti due o più. Stampate le tabelle , incollate su cartoncino spesso e ritagliate. Potete scegliere una tabellina alla volta o mischiarle. Girate le tessere a faccia in giù e a turno dovrete trovare la coppia corretta moltiplicazione-risultato.

 


CHIAVI COLORATE

Per esercitare la motricità fine e la coordinazione occhio-mano, favorire la discriminazione e associazione dei colori e l’orientamento degli oggetti

Materiali necessari: scatola di cartone, cartoncini, pennarelli, forbici

Come si fa?
Disegnare e ritagliare sul cartoncino tante chiavi. Colorarle di vari colori (da 2 a 5 colori). Nella scatola ritagliare delle fessure strette, tante quante i colori usati per le chiavi, e colorare i contorni, ognuna di un colore diverso.
Il/la bambino/a dovrà inserire le chiavi nelle fessure corrispondenti in base al colore.


IL PESCATORE DI AZIONI

Un gioco per chi sta imparando a leggere e vuole divertirsi.
In ogni carta è scritta un’azione che bisogna eseguire.

CARTE- AZIONI

Come si gioca:
Partecipanti due o più.

Si ritagliano le carte e si piegano in modo da nascondere il lato in cui è scritta l’azione.
Si inseriscono le carte all’ interno di una scatolina o di un sacchetto.
A turno i giocatori sorteggiano una carta, leggono a voce alta l’azione e la eseguono.
Potete disegnare o stampare una griglia vuota su cui potrete scrivere tante nuove azioni inventate da voi!

 


IL BRUCO NELLA MELA

Per esercitare la motricità fine, favorire la coordinazione oculo-manuale e la concentrazione.

Materiali necessari: cartone o cartoncino, forbici, pennarelli o tempere, un cordino o laccio da scarpa

Come si fa?
Ritagliare la sagoma della mela e colorarla con il/la bambino/a. Praticare dei fori con le forbici. Legare il cordino a uno dei fori per fissarlo. Il/la bambino/a dovrà far passare il cordino in ogni foro.

 

 


ATTACCA LA MOLLETTA

Per allenare la motricità fine e i muscoli delle mani, per favorire la concentrazione e per imparare a distinguere i colori.

Materiali necessari: una scatola, mollette di due colori, due cartoncini colorati o due pennarelli, colla/scotch, spago, stoffa.

Come si fa?
Rivestire i due lati lunghi della scatola: si possono utilizzare dei fogli o cartoncini colorati oppure si possono colorare i lati della scatola con dei pennarelli.
Il/La bambino/a dovrà sistemare le mollette da bucato sul bordo della scatola rispettando le indicazioni del colore.
Per rendere più divertente il gioco e e favorire la coordinazione potete attaccare uno pezzo di spago ai due bordi corti della scatola (fate un piccolo foro su ognuno dei due lati, passate lo spago e fate due nodi), ritagliare dei piccoli pezzi di stoffa degli stessi due colori delle mollette e giochiamo a stendere il bucato: il/la bambino/a appenderà sul filo/spago i pezzi di stoffa con le mollette del colore corrispondente.
A fine attività staccherà le mollette e rimetterà tutto nella scatola.

 


BOTTONI NEL BARATTOLO

Per migliorare l’attenzione e per potenziare le abilità fino-motorie.

Materiale necessario
Un o più contenitori (barattolo, scatola con coperchio), un tappo per ogni contenitore su cui ritagliamo, bottoni/tappi/gettoni/cerchi di cartone. Il tappo può essere del barattolo ma possiamo costruirlo anche noi con del cartone e attaccarlo con lo scotch.

Come si fa?
Ritagliamo sul tappo una feritoia del diametro dei bottoni che useremo (non più grande)
Il/la bambino/a dovrà infilare i cerchi nel barattolo centrando la fessura. L’attività può essere resa più divertente e complessa utilizzando più barattoli e cerchi di colore diverso: in questo modo il/la bambino/a dovrà inserire i cerchi abbinando il colore al barattolo corrispondente.

 


CILINDRI ED ELASTICI

Per allenare la motricità fine e i muscoli delle mani, per favorire la concentrazione e per imparare a distinguere i colori.

Materiale necessario
Una scatola, sei rotoli di carta igienica, una ciotola di piccole dimensioni, tre colori (tempere o pennarelli), elastici dei tre colori corrispondenti a quelli usati per dipingere i rotoli e colla per fissare i rotoli sul contenitore

Come si fa?
Su una scatola rigida incolliamo tre modelli di rotoli di carta igienica, precedentemente colorati con tre colori diversi e incollati tra loro. Un modello è formato da tre rotoli, uno da due e uno è composto da uno. In un’altra piccola ciotola sono riposti gli elastici dei tre colori diversi. Il/la bambino/a dovrà inserire ogni elastico sui diversi rotoli in base al colore corrispondente.

Allacciare le scarpe da soli si può #Restiamoacasa

 

Qualche passo verso l’autonomia….ALLACCIARE LE SCARPE DA SOLI SI PUÒ!

In questo periodo a casa, in cui i tempi sono più lenti, i bambini e le bambine possono imparare ad essere più autonomi!

Oggi vi proponiamo il video per costruire una scarpa insieme ai vostri e alle vostre figli/e, proprio per aiutarli ad imparare ad allacciarla da soli!

Buon divertimento!

Materiali necessari:
un cartone (tipo quello delle scatole da scarpe)
un laccetto o un filo di lana spesso
un pennarello colorato a scelta
un pennarello nero
colla in stick
forbici
un cutter, o punteruolo, o forbici appuntite

Impariamo ad allacciare le scarpe!

Qualche passo verso l’autonomia….ALLACCIARE LE SCARPE DA SOLI SI PUÓ!In questo periodo a casa, in cui i tempi sono più lenti, i bambini e le bambine possono imparare ad essere più autonomi!Oggi vi proponiamo il video per costruire una scarpa insieme ai vostri e alle vostre figli/e, proprio per aiutarli ad imparare ad allacciarla da soli!Nei commenti troverete anche il template da scaricare e stampare.Buon divertimento!Materiali necessari:un cartone (tipo quello delle scatole da scarpe)un laccetto o un filo di lana spessoun pennarello colorato a sceltaun pennarello nerocolla in stickforbiciun cutter, o punteruolo, o forbici appuntite

Pubblicato da Associazione Officina Educativa su Sabato 11 aprile 2020

Storie in CAA #Restiamo a casa

In questa pagina metteremo a disposizione storie in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa).

CAA è  un sistema di simboli ed immagini. In questo modo si favorisce la partecipazione alla lettura di bambine/i che ancora non sanno leggere,  con disabilità e difficoltà nella lettura, stranieri o con scarsa conoscenza dell’italiano.

Buona lettura!

Ape Tina fa una gita

 

 

 

 

La festa per Popi

 

La gabbianella e il gatto

 

 

Cappuccetto Rosso

 

 

 

Ape Tina fa colazione

 

 

Mimì è un gatto

 

 

 

 

Cowboy Timo

 

 

 

Ape Tina e la primavera

 

Bobo e Lele   

PARLARE DI BULLISMO ALLA SCUOLA DELL’ INFANZIA E ALLA PRIMARIA, SI PUÒ?

 

Quando si parla di bullismo, è facile pensare che tale fenomeno colpisca esclusivamente ragazzi e ragazze in età preadolescenziale e adolescenziale.

In realtà è possibile che, sia nella scuola dell’infanzia sia nel primo ciclo della primaria, si presenti il problema. Potrebbero venire sottovalutati alcuni segnali che, di fatto, sono veri e propri campanelli di allarme di qualcosa che potrebbe evolversi e svilupparsi in condotte aggressive stabili.Quando si lavora con bambini di questa fascia d’età, gli scontri tra bambini non possono essere sempre ridotti a semplici liti tra compagni.

Un intervento precoce può essere rilevante per la prevenzione del fenomeno, affinché non si sviluppi in modo incontrollato in un’età in cui intervenire sarebbe molto più complesso.

È bene ricordare che, a differenza degli interventi che si possono attuare con bambini più piccoli, correggere i comportamenti negativi in preadolescenti e adolescenti è assai difficile.

Differenze e somiglianze

Il bullismo all’infanzia e alla primaria è molto diverso rispetto alle classi superiori: all’infanzia è facile assistere soprattutto ad atti di emarginazione e prevaricazione come, per esempio, prendere possesso con prepotenza di giochi, oggetti, spazi, posti  a sedere oppure all’esclusione di alcuni compagni dai giochi. Soprattutto nell’ultimo biennio della scuola primaria (talvolta anche prima), possono insorgere anche aggressioni fisiche come schiaffi, spinte, pugni, aggressioni verbali quali offese, derisioni, insulti, oppure danneggiamento o sottrazione di oggetti di proprietà dei compagni.

Anche se il bullismo nei più piccoli è differente, alcune dinamiche sono le stesse che si possono riscontrare nei ragazzi più grandi, come la presenza di un “capo” che dirige i giochi e dei suoi gregari che eseguono gli ordini e lo sostengono. Un segnale cui prestare attenzione è la costituzione di una coppia o un trio molto affiatato e caratterizzato da un bambino che funge da leader, prevarica sugli altri e comanda. Spesso ci sono bambini che, pur di compiacere il leader, soddisfano le sue richieste, anche se questo significa assumere comportamenti negativi.

È importante quindi prestare molta attenzione a questi segnali, perché se alcuni episodi tendono a ripetersi è buona prassi pensare di pianificare un intervento mirato.

Come intervenire?

Come intervenire su questo tema con bambini di questa fascia di età?

Riconoscere situazioni a rischio nella scuola dell’infanzia e nei primi anni della scuola primaria è più difficile che nelle classi superiori, poiché a quest’età è facile confondere comportamenti vivaci con atteggiamenti da bullo e viceversa. Allo stesso tempo, intervenire è più facile, perché è un’età in cui il carattere ancora non è formato ed è più plasmabile.

Un punto importante e di cui bisogna tenere sempre conto quando si decide di pianificare un intervento è scegliere degli strumenti che siano adatti alla fascia di età cui ci si sta rivolgendo. Alla scuola dell’infanzia l’intervento è più di tipo disciplinare, spiegando ai bambini i comportamenti scorretti nel momento stesso in cui si presentano. Scegliere insieme poche regole da rispettare utilizzando sempre le immagini perché siano comprensibili ai più piccoli.

Un altro strumento, adatto sia all’infanzia che alla primaria, è la favola o la fiaba: ad oggi è possibile trovarne moltissime che trattano il tema del bullismo in modo diverso a seconda dell’età del bambini. Partendo da una lettura di questo tipo è possibile affrontare un lavoro sulle emozioni, con i più piccoli di semplice riconoscimento per passare ad un lavoro più articolato con i più grandi attraverso la drammatizzazione della storia letta e di riflessioni sulle emozioni individuate al fine di sviluppare le competenze empatiche.

Sono molti gli ambiti su cui si può lavorare alla primaria al fine  di promuovere il benessere a scuola, educare al rispetto dell’altro e delle differenze, sostenere la comunicazione assertiva, educare alla prosocialità, condividere regole e valori. Altrettanti sono gli strumenti che ci permettono di effettuare un intervento efficace: oltre alla fiaba, il role-playing, giochi per promuovere la collaborazione fra pari, cooperative-learning, l’uso di storie sociali, attività di problem solving e molto altro ancora.

Questi strumenti permettono ai ragazzi di conoscere il problema del bullismo e i rischi che si possono correre senza parlare in modo esplicito del fenomeno che, vista la giovane età, è di difficile comprensione.

Il benessere richiede tempo

Un intervento, per risultare veramente efficace, non deve essere ridotto ad un numero definito di incontri limitato nel tempo. È importante che, intrapreso un percorso, esso sia mantenuto nel tempo. Questo tipo di lavoro, andrebbe svolto tutto l’anno scolastico in modo costante: scegliere un momento ogni settimana o ogni due settimane per affrontare alcuni temi (soprattutto alla scuola primaria) o per svolgere delle attività che prevedano l’uso degli strumenti sopra citati, permette ai bambini di comprendere a pieno e di interiorizzare modalità di comportamento e di relazione efficaci per il proprio e l’altrui benessere.

Il ruolo della scuola

La scuola è il primo luogo dove i bambini sviluppano le relazioni sociali tra loro e, proprio per questo ruolo educativo, deve impegnarsi a promuovere quei valori che favoriscano il benessere scolastico: educare gli alunni al rispetto reciproco rendendoli consapevoli dell’unicità di ciascuno, aiutarli a gestire le proprie emozioni, ad essere empatici, saper accettare e ascoltare le opinioni altrui, insegnare il rispetto delle regole per una convivenza civile e aiutarli a risolvere i problemi in modo efficace.

È importante che i bambini, fin da piccoli, prendano coscienza di se stessi e degli altri, perché il fenomeno del bullismo si può prevenire attraverso una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni e di quelle altrui.