DAR VOCE AGLI ALBI ILLUSTRATI

Secondo appuntamento del laboratorio ONLINE di lettura espressiva per sostenere gli adulti nella lettura condivisa

L’incontro riguarderà la lettura dei SILENT BOOK: gli albi illustrati senza parole.

QUANDO –  Mercoledì 31 marzo dalle 18.00 alle 19.00

DOVE – Piattaforma Google Meet

PER CHI – Si rivolge a genitori e a tutte le persone in cerca di nuovi spunti!

Partecipazione gratuita riservata a socie e soci (la quota associativa 2020/2021 è di 10 euro)

Per info e iscrizioni (entro lunedì 29 marzo):
scrivere a  info@officina-educativa.it

La lettura condivisa in famiglia sin dal primo anno di vita è importante per lo sviluppo del/lla bambino/a, sostiene le competenze emergenti ma soprattutto contribuisce a stabilire una relazione ricca tra genitori e bambini/e. Innesca un circolo virtuoso di attenzione, comprensione, sintonia che rafforza la sensibilità, le competenze genitoriali e la fiducia reciproca.

Il tempo per la lettura condivisa ad alta voce va trovato, diventa una routine del quotidiano, è un tempo piacevole per tutti, tranquillo, quieto e trascorre senza fretta.
Per leggere assieme un libro bisogna stare vicini, anche i corpi entrano in comunicazione e in relazione.
Leggere insieme, con un libro tra le mani e le voci di due persone che si godono un momento di grande affettività.

A volte, però, ci si sente impacciati nella lettura ad alta voce oppure si fa fatica a richiamare l’attenzione della bambina o della bambino.

Come fare per sentirsi a proprio agio nella lettura ad alta voce, soprattutto con gli albi illustrati con poche parole o addirittura senza parole?
Come trasmettere le emozioni e il messaggio del libro che si sta leggendo insieme?

Luisa Taiani, pedagogista ed educatrice nei servizi per l’infanzia, vi condurrà nel laboratorio online sulla lettura espressiva, in cui proverà a dare alcuni suggerimenti su come leggere un albo illustrato, per suscitare emozioni e aiutare chi ascolta a cogliere il messaggio, attraverso il tono e le modulazioni della voce.

Per info e iscrizioni (entro mercoledì 24 febbraio):
scrivere a  info@officina-educativa.it

Immagine tratta da l libro: Emma ride, Jutta Bauer, laNuovafrontiera junior

 

TE LO ILLUSTRO CON UN ALBO – GENNAIO

Un albo al giorno per sette giorni

Cosa meglio di un albo illustrato può spiegare ai bambini e alle bambine temi che, per la loro delicatezza, sono di difficile comprensione?

Associazione Officina Educativa dedicherà una settimana al mese a un tema diverso. Proporrà, ogni giorno per sette giorni, un albo illustrato che aiuti i bambini e le bambine a riflettere sul tema scelto.

Un albo è uno strumento ideale, in cui immagini e testo costituiscono una doppia narrazione che si intreccia e si snoda accompagnando il bambino e la bambina in un viaggio che può percorrere in compagnia di un adulto, dei coetanei o da solo, alla scoperta di sé e delle numerose emozioni e situazioni che incontrerà nella lunga strada della crescita.

Vai al tema del mese di FEBBRAIO


 

GENNAIO
L’ ACCETTAZIONE DI SÈ E DELLA DIVERSITÀ: giorno 1

La proposta di oggi è Orecchie di farfalla  di Luisa Aguilar e André Neves ed. Kalandraka

È comune che i bambini  e le bambine si divertano, quasi fosse un passatempo, a prendere in giro i coetanei per i loro difetti fisici, per come si vestono, o perché non possiedono oggetti all’ultima moda.

Orecchie di farfalla è un albo che tratta in modo poetico questo tema.

Il libro inizia con un gruppo di bambini/e che canzonano la piccola protagonista, Mara, per un suo difetto fisico: “Mara ha le orecchie a sventola!” La mamma la rassicura trasformando ciò di cui la bambina si vergogna in qualcosa di particolare e ricco di originalità: “No, figlia mia. Hai le orecchie come farfalle”. Da questo momento, Mara vede se stessa da un altro punto di vista e non sente più il bisogno di nascondere ciò che la caratterizza, ma sceglie di valorizzare ogni sua diversità.

Saprà così rispondere decisa alle provocazioni di bambini e bambine: “Mara s’è vestita con una tovaglia!” “No! Ho un vestito per giocare a scacchi o a dama!”, le sue scarpe consumate diventano scarpe che hanno molto viaggiato, la sua pancia che brontola un’orchestra che suona. Saranno molte le risposte che la bambina darà ai coetanei dispettosi per mostrare a loro, ma soprattutto a se stessa, che quello che può apparire come un difetto è, in realtà, una ricchezza.

Orecchie di farfalla è un albo che racconta di un viaggio interiore in cui si impara ad apprezzare la propria unicità, ad essere orgogliosi della propria diversità per giungere, infine, all’accettazione di sé.

Un albo utile per iniziare ad aiutare i bimbi  e le bimbe a non cadere nella trappola dell’omologazione, adatto soprattutto alla fascia d’età in cui il desiderio di far parte di un gruppo è forte e può comportare problemi.

Le illustrazioni sono molto fantasiose e originali, da guardare e riguardare

 

L’ ACCETTAZIONE DI SÈ E DELLA DIVERSITÀ: giorno 2

L’ albo che proponiamo oggi è: Alla ricerca del pezzo perduto di Shel Silverstein ed. Orecchio Acerbo

Alla ricerca del pezzo perduto è un albo che presenta moltissimi spunti di riflessione. Nella lettura del libro, emerge un importante messaggio: il voler raggiungere la perfezione non solo è frustrante, poiché impossibile, ma anche inutile, perché è proprio l’imperfezione a rendere le persone uniche. E l’unicità è bellezza.

Il lungo viaggio che percorre il nostro piccolo protagonista, è ricco di incontri e di peripezie. Fa capire quanto il raggiungimento della felicità e della soddisfazione personale non sia legato unicamente all’arrivo, ma si costruisca nel tragitto che si compie, talvolta costellato di difficoltà da superare.

In questo albo si toccano temi quali: il senso d’incompletezza, la ricerca di qualcosa che colmi un vuoto, la difficoltà a trovare la parte percepita come mancante, la frustrazione che ne consegue e la scoperta che ciò che può sembrare una mancanza o un difetto è in realtà un valore. Ed è proprio tale scoperta a portare ad una rivalutazione di sé.

Ne Alla ricerca del pezzo perduto si racconta di un cerchio imperfetto, a cui, per l’appunto, manca un pezzo. Lo spicchio vuoto, in realtà, assomiglia ad una bocca, con cui il protagonista riesce a parlare, cantare e sorridere.

Il cerchio rotola, alla ricerca del suo pezzettino. Il suo rotolare è lento e se è vero che la mancanza della piccola parte gli impedisce di muoversi agilmente, gli permette però di fermarsi a chiacchierare con un verme, gli dà occasione di annusare il profumo di un fiore, di ammirare una farfalla.

Il viaggio è lungo e difficoltoso, il protagonista supera giungle e paludi, attraversa oceani, rotola sotto la pioggia e sotto la neve. Incontra molti pezzi, ma nessuno è quello giusto. C’è chi è troppo grande, chi è troppo piccolo, chi è troppo appuntito e la ricerca continua fino a quando non trova quello che calza a pennello. Ed ora che il piccolo cerchio è perfetto, sarà davvero felice?

Le illustrazioni, in bianco e nero, sono essenziali ed elementari, ma straordinariamente espressive nella loro semplicità. L’illustratore mantiene sempre la linea orizzontale, come a voler rappresentare un lungo viaggio, una strada su cui il protagonista si muove senza sosta e che porta il lettore a viaggiare insieme a lui, alla ricerca della felicità.

 

L’ ACCETTAZIONE DI SÈ E DELLA DIVERSITÀ: giorno 3

La proposta di oggi è Leo otto volte eroe di Sara Sahinkanat e Paolo Domeniconi ed. Sinnos

Diventare grandi non è facile. Spesso capita che non ci piaccia come siamo fatti, che gli altri ci sembrino meglio di noi: sono più alti o più magri, con il naso più bello o con le gambe più lunghe. Accettare la propria natura e riconoscere le potenzialità di cui siamo dotati è un difficile compito.

L’albo racconta di un piccolo polpo che fatica ad accettare se stesso: Leo ha, come tutti i suoi simili, otto tentacoli che sono la sua disperazione. Per vestirsi si deve svegliare prestissimo, quando ancora il sole non è spuntato e togliere il pigiama è una vera fatica, con ben otto maniche da sfilare! Per non parlare dei vestiti da indossare… una vera tortura! Anche fare colazione risulta un’impresa complicata. In inverno poi, tra maglione, cappotto e guanti, impiega un’eternità ad uscire di casa.

Leo ogni giorno sogna di diventare un’anguilla, per poter vestirsi indossando tutto il corpo in una sola manica. Una mattina, mentre si reca a scuola con lo scuolabus, accade qualcosa di inaspettato: la sua amica anguilla è in grave pericolo e l’unica cosa che permetterà di evitare una tragedia saranno proprio i suoi otto tentacoli. Leo si renderà finalmente conto di come ciò che ha sempre considerato un fastidioso prolungamento di sé è di fatto qualcosa di cui essere orgogliosi.

Le illustrazioni mostrano un mondo marino che assomiglia alla realtà dei giovani lettori, con i personaggi che compiono azioni e vivono giornate simili a quelle degli esseri umani, si vestono, fanno colazione, si lavano i denti e si recano a scuola. I personaggi sono disegnati con linee arrotondate, hanno grandi occhi che esprimono dolcezza e si muovono in uno scenario coloratissimo, ma dalle tinte delicate.

 

L’ ACCETTAZIONE DI SÈ E DELLA DIVERSITÀ: giorno 4

Oggi proponiamo Il coccodrillo che non amava l’acqua di Gemma Merino ed. Valentina

Il senso di appartenenza e di riconoscimento di sé ad un gruppo è un aspetto fondamentale nella vita di ogni bambino e bambina. Questa necessità si scontra spesso con la consapevolezza dei propri limiti, il non riuscire in ciò in cui riescono gli altri, il sentirsi in difetto, il timore di non essere accettati e amati, la paura di essere esclusi.

Il/La bambino/a dovrà fare un lungo percorso per scoprire che ognuno possiede dei talenti e che può essere, in qualche modo, di aiuto alla comunità di cui fa parte.

È un percorso che porta all’accettazione di sé, considerando ciò che ci differenzia dagli altri come una particolarità e non come una mancanza.

Per capire il proprio valore e trovare una collocazione nel mondo, il/la bimbo/a dovrà fare molti tentativi e si imbatterà in numerose sconfitte, che gli causeranno dolore e timore di non essere all’altezza delle aspettative degli altri.

Il coccodrillo che non amava l’acqua racconta di un piccolo coccodrillo che, a differenza dei suoi simili, non sopporta il contatto con l’acqua. Mentre i suoi fratelli e sorelle si godono lunghi bagni in vasca e si tuffano in grandi laghi saltando dai trampolini, il giovane protagonista se ne resta in disparte, incapace di unirsi agli altri e cercando consolazione arrampicandosi sugli alberi: un divertimento piuttosto insolito per un coccodrillo!

Lo sconsolato e triste coccodrillo le prova tutte per farsi piacere l’acqua e poter sentirsi come i suoi fratelli. Con i propri risparmi compra addirittura una ciambella che gli permetta di restare a galla. Purtroppo si rivela estremamente scomoda e gli impedisce di muoversi liberamente e di giocare con gli altri, poi l’acqua è talmente fredda!

Quando ormai sembra tutto perduto, accade qualcosa che farà scoprire che l’avversione del coccodrillo per l’acqua non era poi così tanto assurda!

Leggendo questa storia, il/la bambino/a si può facilmente immedesimare nel protagonista e vedere che dietro le difficoltà si può sempre trovare una soluzione che porta ad un lieto fine. Un finale che rassicura, perché rivela che, prima o poi, ognuno riuscirà a scoprire il proprio talento.

Le illustrazioni, dalle tinte delicate, mostrano protagonisti animali che vivono in un mondo umano: ci sono le vasche da bagno, le ciabatte, la palla, la ciambella, tutte cose che fanno parte della vita dei bambini e delle bambine e che aiutano ad immedesimarsi con il protagonista e nella storia.

Il protagonista è disegnato con tratti che esprimono dolcezza, che lo rendono molto espressivo e in grado di trasmettere il senso di solitudine che lo pervade.

 

L’ ACCETTAZIONE DI SÈ E DELLA DIVERSITÀ: giorno 5

L’albo proposto oggi è Rosso. Una storia raccontata da Matita di Michael Hall ed. Il Castoro

Un albo che parla di identità, ma anche di pregiudizi e di convenzioni sociali.

Rosso è un pastello a cera blu che è stato avvolto in una carta rossa con scritto Rosso al centro. Il nostro protagonista ha un problema: quando colora, colora di blu. Gli altri pastelli non se ne capacitano: se sopra di lui c’è scritto rosso, doveva per forza colorare di rosso!

Tutti provano ad aiutarlo e dispensano consigli di ogni genere o esprimono opinioni sul motivo del suo fallimento. La maestra sostiene che abbia bisogno di maggiore esercizio e gli suggerisce di disegnare delle fragole rosse insieme al suo compagno Scarlatto, ma ciò che riesce a produrre è una fila di fragole blu. La mamma Verde Oliva, gli propone di mescolarsi con Giallo, per disegnare una bella arancia, ma il risultato è disastroso: un’arancia verde!

C’è chi pensa che sia solo pigrizia, chi non s’impegni abbastanza. Rosso è desolato e non sa proprio come rimediare. Tutto l’astuccio vuole intervenire per aggiustare il pastello sbagliato: Scotch ritiene che sia rotto all’interno e lo avvolge stretto stretto, Temperino che non fosse ben temperato. Niente da fare: Rosso continua a colorare di blu.

Un bel giorno Prugna fa una cosa che nessun altro abitante dell’astuccio aveva mai fatto: assecondare la natura di Rosso. Il risultato è stupefacente. Grazie a Prugna, il protagonista capisce di non essere sbagliato: semplicemente, non era rosso, ma blu!

Rosso è un albo che racconta della ricerca della propria identità, insegna a liberarsi dei pregiudizi, a scrollarsi di dosso le etichette che gli altri ci vogliono a tutti costi attaccare, per accettare se stessi e diventare consapevoli della propria unicità e dei punti forza di cui si dispone.

Le illustrazioni catturano lo sguardo del lettore: caratterizzate da colori brillanti su uno sfondo nero che rappresenta l’interno dell’astuccio, metafora della società, si snoda la vicenda di Rosso e della scoperta della propria natura.

 

L’ ACCETTAZIONE DI SÈ E DELLA DIVERSITÀ: giorno 6

La proposta di oggi è Ranocchio è un… ranocchio di Max Velthuijis ed. Bohem Press Italia

In Ranocchio è un… ranocchio, il protagonista è alle prese con l’accettazione di sé. Per riuscire in questa difficile impresa, dovrà prendere coscienza dei propri limiti, passando attraverso la frustrazione e la sensazione di essere un incapace, mettendo in dubbio il proprio valore. Guarda gli altri personaggi che lo circondano e ha l’impressione che tutti siano dotati di qualcosa tranne lui.

La storia inizia con Ranocchio che si ammira in uno specchio d’acqua e, soddisfatto di sé, dice: “Sono proprio fortunato! Sono bello, so nuotare e so saltare meglio di tutti. Essere un ranocchio è la cosa migliore del mondo.” “Però io posso volare e tu non sei capace” ribatte l’amica Anatra pronta a prendere la rincorsa e a spiccare il volo, lasciando Ranocchio sbalordito e desideroso di volare come la sua amica.

Il piccolo protagonista le prova tutte per riuscire a decollare e librarsi nel cielo: agita le zampe come fossero ali dopo aver preso una lunga rincorsa, si costruisce delle ali con un vecchio lenzuolo, ma ogni tentativo finisce in un fallimento. Ratto interviene cercando di spiegargli che i ranocchi non possono volare e che dovrebbe saperlo. Questa spiegazione non è sufficiente a convincere Ranocchio, il quale chiede chiarimenti ad altri suoi amici.

Scopre così che nessun altro è in grado di volare, ma che ognuno è bravo in qualcosa: Porcello sa cucinare molto bene e Lepre sa leggere, mentre Ranocchio, nonostante ci provi, non è in grado di fare nessuna di queste cose. Sarà l’amico Lepre ad aiutare lo sconsolato protagonista a diventare consapevole delle proprie abilità, che sono uniche e che non tutti hanno ed è proprio il suo essere ranocchio a renderlo importante e amato da tutta la comunità.

Il protagonista, ora sollevato, torna al suo stagno e si specchia soddisfatto di sé, orgoglioso di essere un ranocchio.

Ranocchio è un… ranocchio è un albo che parla di un’esperienza che molti/e bambini/e vivono nella loro quotidianità: il desiderio di possedere le abilità di alcuni amici considerando le proprie come poco interessanti e di nessuna utilità è molto comune. Il racconto insegna ad apprezzarsi per come si è e a valorizzare al massimo le proprie competenze, attribuendo a queste il valore che meritano.

Le illustrazioni sono all’interno di cornici che ricordano dei piccoli quadri, con sfondi dai toni delicati e ben definiti. Il protagonista è rappresentano con occhi sporgenti e un costume a righe che gli donano un’aria simpatica.

 

L’ ACCETTAZIONE DI SÈ E DELLA DIVERSITÀ: giorno 7

L’ultima proposta di gennaio è La cosa più importante di Antonella Abbatiello ed.Fatatrac

Il racconto inizia con un’accesa discussione tra gli animali su quale fosse la cosa più importante. Ognuno individua una propria caratteristica come fondamentale e di maggior valore rispetto a quelle degli altri animali. Il coniglio sostiene che avere lunghe orecchie sia indispensabile, perché permettono di sentire ogni minimo rumore e scappare dai pericoli. Il riccio si trova in disaccordo, dal momento che a rendere veramente sicuro sono gli aculei che proteggono. Per la rana è essere verdi, perché permette di mimetizzarti e di sfuggire ai predatori.

Molti bambini e bambine sentono di avere una caratteristica che li contraddistingue, un pregio che considerano dominante e che può essere fonte di invidia degli altri.

Nel bosco accade esattamente la stessa cosa: ogni animale percepisce la propria particolarità come la più importante e tutti gli altri si chiedono se, in effetti, sia vero.

Sarà il saggio gufo a porre fine alla discussione, spiegando che non c’è una caratteristica migliore di un’altra, perché ognuno può dare un contributo importante utilizzando la propria: il coniglio può avvertire gli altri animali di un pericolo grazie alle sue lunghe orecchie, l’uccello può volare in alto per perlustrare il territorio, la giraffa procurare del cibo con il suo lungo collo. E così sarà per ogni animale.

Essere diversi fa sì che ognuno possa dare il proprio speciale contributo alla comunità attraverso la condivisione e la collaborazione, diventando così utile al gruppo.

Come negli albi fino ad ora proposti, anche ne La cosa più importante si tocca il delicato tema dell’accettazione di sé e della diversità, quest’ultima elemento fondamentale per avere un mondo vario dove ognuno può aiutare mettendo a disposizione degli altri ciò di cui è dotato.

Le illustrazioni dai colori vivaci, appaiono molto divertenti: ogni volta che un animale si vanta con gli altri della propria peculiarità definendola come la più importante, tutti gli animali del bosco ci pensano su e si immaginano con quella caratteristica. Nel libro è così possibile aprire un’aletta in cui si vedono tutti gli animali dotati della particolarità tanto decantata: un momento avranno lunghe orecchie da coniglio, in un altro la proboscide e in un altro ancora zampe palmate. Tutto questo rende le illustrazioni, per la loro stranezza, decisamente buffe.

L’IMPORTANZA DELLA COMPONENTE EMOTIVA NEI DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO

 

Quando si affronta un disturbo o un deficit spesso si tende a porre maggiore attenzione alle cause e alle possibili soluzioni. Tuttavia ogni disturbo porta con sé una serie di problematiche che vanno ad aggiungersi, e spesso ad amplificare, quella principale. Questo aspetto non può essere sottovalutato quando si intraprende un percorso educativo, terapeutico o riabilitativo di qualsiasi genere ma si rende ancora più evidente nel caso dei bambini affetti da Disturbi specifici dall’Apprendimento (DSA).

Cosa sono i DSA?

I DSA sono disturbi di natura neurobiologica, che riguardano solo specifiche aree di apprendimento (lettura, scrittura e calcolo) senza compromettere l’intelligenza generale dell’individuo. Si tratta di un gruppo eterogeneo di disturbi che si manifestano in difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità di ascolto, espressione orale, lettura, ragionamento e matematica, probabilmente dovuti a disfunzioni del sistema nervoso centrale.

L’influenza dell’ambiente sui disturbi specifici dell’apprendimento

Tuttavia, numerosi studi hanno rilevato che una buona parte dei/lle bambini/e con DSA presenta anche problematiche di tipo emotivo-relazionale. La natura di queste problematiche risiede probabilmente nella nostra società, e in particolare nel sistema scolastico. Sappiamo per certo che l’ambiente incide sempre su un disturbo specifico per cui si potrebbe e dovrebbe cominciare a ripensare e riorganizzare l’ambiente in cui i/le bambini/e apprendono e la modalità che si utilizza per insegnare. Non solo a scuola, anche in famiglia, sarebbe opportuno agire per fare in modo di contrastare il maggior numero di difficoltà possibili. La scuola in questo senso cerca di farlo. Esiste infatti il Pdp, il Piano didattico personalizzato, che però, da solo non è in grado di supportare in toto le difficoltà, come nemmeno gli strumenti compensativi e men che meno quelli dispensativi sono in grado di aiutare adeguatamente i/le bambini/le con DSA.

Tutto ciò può verificarsi soprattutto quando non è stato ancora diagnosticato il disturbo. Nell’ambiente scolastico e in quello familiare a volte si può commettere l’errore di rimproverare il/la bambino/a scambiando il suo insuccesso scolastico per disattenzione o pigrizia.

Diversi sono gli studi che hanno messo in relazione il DSA con la scarsa autostima e il senso d’inadeguatezza. Questi problemi derivano proprio dalle esperienze sperimentate dal/lla bambino/a, il quale, impegnato in prove per la quale non possiede gli strumenti adeguati, ottiene valutazioni negative e, di conseguenza, sperimenta il fallimento. Questo fallimento genera emozioni e stati d’animo negativi che comportano notevoli ripercussioni dal punto di vista emotivo e relazionale. In questo modo il soggetto interpreterà gli insuccessi come una conferma della sua inadeguatezza e probabilmente manifesterà stati emotivi negativi e frustrazione di fronte alle future prove.

È quindi importante porre maggiore attenzione a questi aspetti affinché questi/e bambini/e sviluppino la loro autostima in modo positivo e costruttivo.

Come possiamo aiutare i/le bambini/e con DSA ad accrescere la loro autostima?

Oltre a concentrarsi sui loro deficit e aiutarli in merito a questi, bisognerebbe dunque chiedersi come questi/e bambini/e vivono le loro difficoltà, cosa provano, quali sono i loro vissuti e le loro emozioni. Infatti, oltre ai deficit specifici legati al disturbo queste persone spesso portano con sé problematiche di natura emotiva, di adattamento, comportamentali, di autostima che derivano dall’osservare la loro disfunzionalità e i loro fallimenti.

Innanzitutto è necessario proporre compiti adeguati alle loro personali capacità, creando quanto più possibile un contesto di apprendimento cooperativo basato non solo sul prodotto, ovvero sul punteggio ottenuto in termini di correttezza delle prove, ma sul processo, ovvero sull’impegno. L’impegno però non deve essere inteso come “restare tanto tempo sui libri” ma come la propensione a riflettere sul materiale di studio grazie all’utilizzo di strategie efficaci per quel/la bambino/a.

Bisogna quindi intervenire sui problemi di scrittura, lettura e calcolo, ma senza tralasciare la sfera emotivo-relazionale. La diagnosi e la sua spiegazione assume un’importanza fondamentale in questo discorso. E’ necessario spiegare al/alla bambino/a in cosa consiste il disturbo  e far presente che le difficoltà da lui/lei riscontrate non sono dovute a deficit intellettivi, ma da una “neurodiversità”, ovvero che il loro cervello è costruito e funziona in modo differente da altri. E’ necessario quindi fornire tutti gli strumenti per far fronte al DSA e alla sofferenza psicologica che ne deriva.

Compito sia della scuola che della famiglia sarà quello di fornire supporto e sostegno adeguato al /alla bambino/a offrendo gli strumenti necessari per far fronte ai suoi deficit di apprendimento, sostenendo nelle difficoltà e rinforzando i suoi successi.

ATTRAVERSO IL SÉ-GNO – laboratorio online per adulti

Percorso artistico-esperienziale per adulti con tecniche di arteterapia

DURATA: 8 incontri + un incontro di presentazione del percorso, della conduttrice e dei partecipanti
ORARIO: 17.30/18.30 o 18.30/19.30 Due proposte di orario tra le quali si sceglierà quella con maggior preferenze tra gli interessati al percorso
QUANDO: ogni giovedì a partire dal 4 febbraio 2021
DOVE: su piattaforma Google Meet a cui potrete accedere tramite link d’invito
CONTRIBUTO: per venire incontro alle difficoltà dovute alla pandemia, è richiesto un contributo di partecipazione ridotto di 50 euro (comprensivo della quota associativa di 10 euro)

Attraverso la piattaforma multimediale, possiamo idealmente “attraversare” i confini fisici e mentali dell’isolamento, offrendo un contatto con l’esterno che sia profondo e stabile. Privo di giudizio verso i propri lavori e quelli degli altri.
Il processo creativo è occasione per attivare risorse personali, sperimentare a livello simbolico diverse modalità di funzionamento e acquisire una maggior consapevolezza di sé.
L’atelier, in questo caso virtuale è uno spazio di libertà espressiva basato su alcune regole fisse e chiare, utili a contenere e proteggere l’esperienza emotiva di ognuno.
Grazie ai materiali, motore trainante del processo e dell’esperienza artistica e di nutrimento interiore scoprirai una consapevolezza del tutto nuova di te e del tuo Io interiore.
Allora cosa aspetti? Immergiti in uno spazio accogliente, non giudicante e che favorisca la sperimentazione di idee e sentimenti.
Quello che ti chiediamo è una buona connessione, un computer, di procurarti uno spazio tutto tuo dove chiuderti il quotidiano alle spalle per un’ora.

Posti limitati!

Per info e iscrizioni (entro lunedì 1 febbraio):
Tel 3274404172
info@officina-educativa.it

Su richiesta dei partecipanti, potrà essere organizzato un secondo ciclo di incontri.
Il percorso sarà condotto da Lucrezia Maggiore

MATERIALI PER LA TAVOLA IMBANDITA

Un elenco che ti servirà per vedere quale materiale hai in casa a disposizione. Non preoccuparti se non hai tutto! Un po’ alla volta se vorrai, potrai arricchire la tua tavola imbandita.

• Pastelli a cera
• Pastelli ad olio
• Creta/argilla (supporto di legno o plastica, es taglieri in disuso)
• Carboncini
• Gessetti
• Acquarelli
• Tempere (giallo, rosso, blu, bianco, nero)
• Gomma
• Matite
• Pennarelli punta grossa
• Pennarelli a punta sottile
• Matite colorate
• Colla
• Riviste e giornali
• Forbici
• Scampoli di tessuto
• Fili , bottoni, perline…
• Contenitori per acqua
• Bacinella con acqua pulita e uno vuoto per acqua sporca
• Fogli bianchi di varia dimensione e grammatura
• Carta da riciclo
• Cartoncini colorati
• Tavolozza/piatti di plastica
• Rotolo di carta assorbente
• Pezzetti di spugna per piatti

ATTRAVERSO IL SÉ-GNO – laboratorio per adulti

 

Percorso artistico-esperienziale con tecniche di arteterapia

Laboratorio online GRATUITO per ADULTI

Durata: 4 incontri dalle ore 18.00 alle 19.00
Quando: giovedì 9-16-23-30 luglio
Dove: su piattaforma Google Meet a cui potrete accedere tramite link d’invito

Ogni essere umano ha dentro di sé una dimensione artistica. Essa è spesso accantonata, dimenticata o, come a volte si crede, non posseduta. La riscoperta di questa dimensione può essere di forte sostegno per quei vissuti esterni ed interni che ogni individuo sperimenta.
Grazie ai materiali, motore trainante del processo e dell’esperienza artistica e di nutrimento interiore, scoprirai una consapevolezza del tutto nuova di te e del tuo Io interiore.

Allora cosa aspetti?
Immergiti in uno spazio accogliente, non giudicante e che favorisca la sperimentazione di idee e sentimenti.

Quello che ti chiediamo è di procurarti uno spazio tutto tuo, dove chiuderti alle spalle per un’ora il tuo quotidiano.

Posti limitati!

Per info e iscrizioni (entro mercoledì 8 luglio):
Tel 3274404172
info@officina-educativa.it
www.officina-educativa.it

MATERIALI PER LA TAVOLA IMBANDITA

Un elenco che ti servirà per vedere quale materiale hai in casa a disposizione. Non preoccuparti se non hai tutto! Un po’ alla volta se vorrai, potrai arricchire la tua tavola imbandita.

• Pastelli a cera
• Pastelli ad olio
• Creta/argilla (supporto di legno o plastica, es taglieri in disuso)
• Carboncini
• Gessetti
• Acquarelli
• Tempere (giallo, rosso, blu, bianco, nero)
• Gomma
• Matite
• Pennarelli punta grossa
• Pennarelli a punta sottile
• Matite colorate
• Colla
• Riviste e giornali
• Forbici
• Scampoli di tessuto
• Fili , bottoni, perline…
• Contenitori per acqua
• Bacinella con acqua pulita e uno vuoto per acqua sporca
• Fogli bianchi di varia dimensione e grammatura
• Carta da riciclo
• Cartoncini colorati
• Tavolozza/piatti di plastica
• Rotolo di carta assorbente
• Pezzetti di spugna per piatti