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“…Abbiamo ereditato dai nostri antenati quella singolare capacità di rappresentarci il mondo non solo sotto forma di presente, passato prossimo e futuro immediato, ma anche di passato remoto e di futuro altrettanto remoto.
Siamo in grado di rievocare tempi lontanissimi, e di raffigurarci esiti e traguardi a lunga e lunghissima scadenza. Capaci, insomma, non di tattiche e strategie, ma anche di progetti. 

Questo vuol dire che ogni individuo della nostra specie, accanto all’ idea che ha di sé, di quello che è stato e di quello che è in ogni momento della propria vita, vive anche l’idea e l’immagine, il progetto, di quello che vorrebbe essere. Lo scarto tra questi due Sé – quello reale e quello progettato – è esattamente lo spazio in cui crescere. Ecco perché questa caratteristica, così peculiare della nostra specie, amplia il senso e la portata di quel benedetto verbo”.