SPIDER-MAN AMA ARRAMPICARSI SUI MURI E ADORA I FILM D’AMORE

 

Azzurro per i bambini e rosa per le bambine, giochi da maschi e giochi da femmine, cartoni per lui e cartoni per lei…

Giocattoli, vestiti, programmi tv spesso sono fruitori di stereotipi di genere, che semplificano la realtà e attribuiscono caratteristiche ben precise agli uomini, alle donne e alle loro relazioni. Gli stereotipi di genere sono le fondamenta della divisione dei ruoli tra i sessi.

Se si osservano molte pubblicità di giocattoli per bambini, dai termini utilizzati per descrivere i prodotti emerge una netta differenza tra i giocattoli rivolti ai maschi e quelli rivolti ad un pubblico femminile: per i primi si utilizzano vocaboli come azione, potenza, astuzia, difendere, sfida, conquista, correre, catturare, costruire e vincere, per il secondo parole come make up, moda, bella, fashion, splendente, brillante, magico, principessa.

In generale alle bambine sono assegnati comportamenti quasi sempre legati a situazioni statiche, alla cura del proprio aspetto, a un mondo di fate e principesse, mentre i bambini sono rappresentati in situazioni di azione, in cui possono esplorare e scoprire.

Sicuramente negli anni c’è stata un’evoluzione in senso positivo, quantomeno del modo di rappresentare i personaggi femminili: si pensi alle eroine dei film animazione della Disney, in cui si è passati da protagoniste che contavano principalmente su grazia e bellezza (Biancaneve ne è un esempio) ad altre che si distinguono per l’indipendenza e la tenacia, l’altruismo e il coraggio, l’intelligenza e l’intraprendenza (Tiana de “La principessa e il ranocchio”, Elsa e Anna in “Frozen”, Merida di “Ribelle”).

Ciò cui abbiamo assistito, è un cambiamento dell’immagine femminile verso un modello più maschile: caratteristiche come l’indipendenza, il coraggio o l’intraprendenza sono sempre, nell’immaginario, appartenute agli uomini. La delicatezza, la sensibilità, la capacità di intenerirsi, di prendersi cura dell’altro (basti pensare alle pubblicità di bambole e bambolotti in cui bambine accudiscono finti neonati) alle donne.

Se è vero che le bambine sono spesso rappresentate come principesse o pop-star (come si può notare nell’ abbigliamento per l’infanzia di molte pubblicità) è anche vero che i bambini sono sempre relegati a ruoli di azione e mai rappresentati a giocare con giocattoli considerati da “femmina”.

Tale riflessione porta inevitabilmente ad una domanda: si riuscirà mai a non incasellare maschi e femmine in ruoli e comportamenti predefiniti?

Liberi di essere se stessi

Il punto non è portare le donne verso un modello maschile affinché si superino gli stereotipi di genere, ma fare in modo che i bambini siano liberi di essere se stessi, prestando attenzione alle loro inclinazioni, ai loro interessi, a ciò che amano fare.

Non esiste un unico modello da seguire, non si deve essere per forza o tutto rosa o tutto azzurro, non ci sono cose giuste per le femmine e cose giuste per i maschi. Ognuno può scoprire i propri talenti e le proprie passioni andando oltre rigidi schemi di genere.

Nessun adulto e nessun bambino sono una cosa sola: ciascuno ha moltissime sfaccettature e tanti lati diversi del carattere ed è giusto poterli esplorare ed esprimere liberamente. Si può desiderare di correre all’aria aperta e al contempo amare leggere libri in tranquillità sul divano, si può essere bambine con la passione per le fate e le principesse e trovare irresistibile rotolarsi sull’erba indossando una tuta, ci sono bambini che amano arrampicarsi sugli alberi come scimmie e disegnare sirene. Una cosa non esclude l’altra: una bambina non può aver voglia di vestirsi con un paio di pantaloncini e scarpe da ginnastica un giorno e indossare un abito scintillante il giorno dopo?

Non bisogna sostituire uno stereotipo con il suo opposto, altrettanto rigido. I bambini dovrebbero poter scoprire ogni lato di sé. Essere bambine libere non vuol dire travestirsi da maschio rinunciando totalmente alla propria femminilità. In egual modo, un bambino che desidera giocare con la casa delle bambole non deve subire lo scherno e il disappunto degli altri, facendolo sentire inadeguato o sbagliato.

Educare fin da piccoli

Perché la società si scrolli di dosso questi preconcetti in modo da crescere bambini e adulti liberi, è importante educarli fin da piccoli alla libertà di espressione di sé, a non limitarsi a dei ruoli predefiniti, a prendere in considerazione che si può essere tante cose pur essendo un’unica persona, maschio o femmina che sia.

A tal scopo si possono trovare molti albi illustrati che affrontano questo tema e che, una volta letti ai bambini, è possibile analizzare insieme, invitandoli a fare delle riflessioni e a parlare di loro stessi attraverso lo svolgimento di attività mirate.

Qui di seguito alcuni titoli di albi illustrati

 

Principessa Kevin di Michael Escoffier

Età di lettura: da 4 anni

Descrizione: perché le femmine possono vestirsi da cowboy o da pirati e i maschi non possono travestirsi da principessa? È ora di finirla! Che gli altri ridano pure, a Kevin non importa! Kevin si vuole vestire da principessa e non gli interessa se gli altri lo trovano ridicolo. Non capisce cosa ci sia di male nel travestirsi da principessa. In fondo ci si straveste per non essere riconosciuti, altrimenti non serve a nulla! E poi chi ha deciso che solo le femmine possono vestirsi così?

 

Biancaneve e i 77 nani di Davide Calì

Età di lettura: da 3 anni

Descrizione: 77 piatti da lavare, 77 fagotti da preparare, 77 barbe da spazzolare… Biancaneve ne ha abbastanza e prende una decisione imprevedibile. La rivisitazione di una fiaba classica nel rispetto della libertà di ciascun

 

Ettore. L’uomo straordinariamente forte di Magali Le Huche

Età di lettura: da 5 anni.

Descrizione: Ettore, l’uomo straordinariamente forte, lavora in un circo ed è capace di cose incredibili! Tutto il pubblico impazzisce per lui. Quando è lontano dalle scene, ama stare da solo, è molto riservato e ha un segreto… adora fare l’uncinetto! Un giorno due domatori gli giocano un brutto scherzo e rivelano la sua passione a tutti. La storia di un uomo straordinario, con un grande talento e innamorato di una bravissima ballerina.

 

Il pianeta stravagante di G. Keraval e A. Roveda

Età di lettura: da 3 anni

Descrizione: sul lontano pianeta Glatifus, una classe di piccoli Glatifusiani deve svolgere un difficile compito assegnato dal maestro: come si distinguono i Terrestri maschi dai Terrestri femmina? Il compito si rivela più complesso del previsto…

Una storia scritta dalla classe II della scuola primaria Jatteau di Moissy-Cramayel.

 

 

Sono una selvaggia di Irene Biemmi e Ilaria Urbinati

Età di lettura: da 3 anni

Descrizione: Anna è una bambina che ama correre, saltare, ruggire come una tigre e vestirsi comoda, proprio come una selvaggia! Anna però non è soltanto questo, è anche una bambina che ama fare sogni da favola mentre dorme, è una bambina a cui piace sentirsi libera di essere ciò che vuole…

 

Julian è una sirena di Jessica Love

Età di lettura: da 4 anni

Descrizione: Mentre è con la nonna, Julian vede tre bellissime donne dai morbidi capelli e una coda da sirena. Il bambino ne rimane totalmente affascinato e desidera essere come loro…

 

C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?  di Raquel Diaz Reguera

Età di lettura: da 5 anni

Descrizione: Carlotta è una principessa che vive in un mondo tutto rosa: vestiti rosa, armadio rosa, letto rosa, lenzuola rosa… Carlotta era stufa del rosa! Voleva poter vestirsi di rosso, smettere di baciare continuamente rospi nella speranza che si trasformassero in principi. Carlotta voleva vivere avventure da favole, immaginava di combattere con i draghi e di solcare i mari.

 

Amelia che sapeva volare di Mara Dal Corso

Età di lettura: da 3 anni

Descrizione: Amelia aveva un sogno, e da grande fece quello che nessuno aveva mai tentato prima. La storia della piccola Amelia Earhart, la prima donna aviatrice che, nel 1932, attraversò l’Atlantico in solitaria.